Recensione di Matteo Tangolo, QuiSalento

Posted by claudio Category: Recensioni

Ogni tanto capita di imbattersi in una di quelle “canzoni che ti fanno girare”. Canzoni che obbligano a fermarsi e a smettere immediatamente di fare quello che si stava facendo, per prestare orecchio a parole e note. Capita, in questo caso, con “Ho chiesto alla luna”, singolo che apre in maniera sontuosa “Ogni goccia“, il nuovo album degli Adria, rappresentazione esemplare di come balkan jazz e cantautorale si possono unire in un legame profondo, solenne e stringente patto tra le corde e le assi di legno di una zattera nel Mediterraneo. D’altronde l’organettista Claudio Prima e il sassofonista Emanuele Coluccia, fondatori del progetto musicale, masticano ritmi e salsedine marinare ormai da diverso tempo e in svariate salse (basti pensare, ad esempio, a BandAdriatica o Tukrè). Nel nuovo disco sono accompagnati da Francesco Pelizzari, talentuoso batterista già conosciuto e apprezzato nella formazione dei Bija, e dalla sorprendente Rachele Andrioli, intensa voce del sud che, lavoro dopo lavoro, accordo dopo accordo, migliora sempre di più in verve, timbro e colore. Con questi stimolanti presupposti ci si approccia di buon grado all’ascolto di 11 pezzi che “hanno imparato il trucco del marinaio, mescola ardita di riso e pianto”. Scorrono leggeri con l’organetto a battere la rotta, il sax a richiamare tra i flutti, la batteria a dettare la voga e il canto della sirena a indicare gli scogli, facendo virare sottocosto o addentrarsi in mare aperto, indicando direzioni ora più world (Aujourd’hui e Moulinette), ora più jazz (“Una camera per due“), ora più balcaniche (“Ogni goccia“). Tutto il disco si muove in generale su impalpabili territori di confine, resi un po’ più tangibili solo in alcuni casi, come nel tradizionale Salentino “Quantu me pari beddha de luntanu“, riproposto sotto la luce di un audace rilettura jazzate. Azzeccato è dedicato l’omaggio a Chico Buarque e Mia Martini con un’interpretazione di “Valsinha” che scivola a sfioro di pelle d’oca. (Matteo Tangolo, QuiSalento)

 

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